Cadere, precipitare e dimenticarsi di aver portato una Paese tra le vette del tennis mondiale. Rialzarsi, riprovarci e cadere di nuovo. Odiare il proprio lavoro fino al punto di farlo diventare un’ossessione e quindi amarlo di nuovo. A Wimbledon Berrettini e Fognini hanno mostrato come si possa tornare al top in qualsiasi momento della propria carriera. “Basta volerlo con tutte le forze”.

“Odio il tennis, ma lo amo alla follia”. Berrettini e Fognini simboli di rinascita
Andre Agassi ci ha costruito una carriera e scritto uno dei libri più coinvolgenti di sempre: “Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare”. Una frase perfetta per due tra i tennisti italiani più forti di sempre, Matteo Berrettini e Fabio Fognini. Tra cadute, precipizi, fallimenti, sconfitte, infortuni e crolli mentali, ‘Berretto’ e ‘Fogna’, nonostante in tanti avessero scritto la parola fine sulla loro carriera, hanno dimostrato come si possa rinascere dalle proprie ceneri. Hanno attraversato momenti negativi, la sfortuna sembrava non finire mai, hanno odiato questo sport con tutte le forze quando le cose non andavano bene. Con cattiveria hanno gridato contro il tennis, sputandogli addosso, ma l’essere umano è un animale strano e indecifrabile. Quando le cose sembrano far schifo, scatta la forza primordiale che forse non pensavi di avere, l’amore per il tennis. La passione per questo sport all’improvviso rifiorisce e torni ad amare il tuo dritto, il tuo rovescio. La passione per il tennis è rinata. Così è stato per Fognini e Berrettini.

Entrambi, nell’ultimo periodo, hanno visto il loro ranking precipitare, finendo più volte fuori dai primi 100, costretti a ripartire dai Challenger, a reinventare il proprio tennis, a ritrovare l’amore. Si sono arresi? Erano sull’orlo di farlo, come ricordato da Berrettini, ma quella passione era troppo forte. La passione batterà sempre l’odio. Wimbledon 2024 è stato il loro premio, il manifesto per dire: “Siamo ancora qua”. Certo, Berrettini è uscito al secondo turno, ma lo ha fatto a testa altissima, andando molto vicino a battere il numero 1 al mondo, Jannik Sinner. Per l’intera partita, Matteo ha giocato alla pari con il miglior italiano di sempre, mostrando tutti i punti di forza del proprio tennis. Insomma tornando ad essere il Berrettini del 2021. Dall’altro lato, Fognini si è preso un terzo turno meritatissimo, vincendo due partite in modo impeccabile. Fogna ha mostrato che il fisico può cedere e l’avanzare dell’età non si ferma, ma il talento, quando ce l’hai nelle le vene e dentro al cuore, non finisce mai. Solo applausi per Berrettini e Fognini.

